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Isole Ioniche

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 Isole dello Ionio (Eptanneso)


Le isole Ioniche si distinguino per la loro fertilità e le loro montagnie, le splendide spiaggie di sabbia, l' acqua di mare incontaminato e brillante. Si possono esercitare ogni genere di sport durante le vostre vacanze alla isole Ioniche, tutte le spiagge sono organizzate dispongono di infrastrutture. I viaggiatori di mente libera troverano le isole di Cefalonia e Lefkas le isole ideali per loro, per una vacanza tradizionale le isole di Corfù e Zakynthos (Zante) sono molto popolari. Ithaca (patria di Ulisse) e Paxos sono meno visitate dato che non possono essere raggiunte in aereo. In primavera le isole sono piene di fiori i quali emanano un fortissimo aroma - i marinai italianoi appunto dal forte aroma dei fiori hanno chiamato l' isola di Zante "Il fiore di Levante".


Corfù
    Isola molto solare e verdeggiante, leggendaria dagli anni più remoti - isola dei Feaci - ha ospitato Ulisse, l' ineguagliabile fascino di Corfù ha attirato scrittori e pittori di fama mondiale Goethe, Oscar Wilde, Gerald e Lawrens Durrel, Alfred Sisley, Edward Leer. L' imperatrice dell' Austria Elisabetta (Sissi) costruisce Achilleion il rifuggio della sua anima. Shakespeare scelse, secondo Lawrence Durrel di ambientarte nell' isola di Corfù il suo capolavoro "La Tempesta". Patria del primo presidente della Grecia, Giovanni Capodistria, del compositore di musica Nikolaos Manzaros ( compose la musica dell' inno nazionale Greco ), di Polilà, del Markorà, di Mavilis, di Constantinos Theotokis.
    L' impareggiabili bellezze naturali, l' incatevoli paesaggi, le acque azzurrissime, le spiaggie interminabili, lo spirito scintillante e l' ospitalità degli abitanti, le acque limpide, il clima mite, il profumo delle pasticerie, le taverne, i bar, le discoteche, i locali con orchestra, ed il Casinò, è un connubio di serenità ed allegria che dà l' immagine quotidana di Corfù: una moderna nobildonna.

Corfù - cliccate sulla foto per vedere di più.

Corfu island accommodations
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KEFALONIA ( CEFALONIA)

La più grande isola dello Ionio,isola dalle acque azzurissime, dirupi brulli e scoscesi, villaggi pittoreschi. Un isola che ti attira, come ti avicini dal mare vedi il monte Enos riserva naturale, coll' abete nero unico al mondo. L' isola è circondata di baie e spiaggie, di un mare limpido e azzurro. Il carattere dei abitanti è particolare, sono spiritosi e attivi, quando attiri la loro simpatia ti sentirai come a casa sua.

Cefalonia - cliccate sulla foto per vedere di più.

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LEFKADA (LEUCADE)

È un isola montuosa con fitta vegetazione. Le coste orientali scendono dolcemente al mare, Relativamente non molto turistica. Paradisso dei serfisti, splendide spiaggie di sabbia.

Lefkas - cliccate sulla foto per vedere di più.

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ZAKYNTHOS (ZANTE)

    L'animo mio e il mare non si quietano nai.
    Dionysios Solomos (da "Liberi Assediati")

    Zante faceva parte del regno di Ulisse nei tempi di Omero e dela guerra di Troia. I coloni che si insediarono erano Arcadi dalla città arcadica Psofida, Dardano re di Troia era di origine arcadica emigrato in Asia Minore. Da li venne suo figlio Zakynthos e diede il suo nome alla città e chiamò il suo castello Psofida.
    Dopo la guerra di Troia gli abitanti si liberano dal regno di Itaca ed istaurano un regime democratico per 650 anni circa. In questo periodo Zante prospera e fonda una colonia in Spagna, la città Zachantha,
    Durante le guerre Persiane Zante rimane neutrale, durante la guerra del Peloponneso si schierra con i Ateniesi. In seguito viene sottomessa dai Macedoni e più tardi dai Romani che concedono una certa autonomia all' isola Il Cristianesimo viene predicato dalla Maria Madalena che si è fermata durante il suo viaggio a Roma.
    Nell periodo Bizantino viene attaccata dai Pirati, successivamente con le Crociate viene conquistata dai Veneziani, dai Franchi, dagli Angioini (re di Napoli) e dai Tocchi (principi Fiorentini).
    Quando la Grecia viene conquistata dai Turchi le isole Ioniche rimangono sotto il dominio Veneziano (1484) per 400 anni. Subisce l' influsso del Rinascimento e dell' Illuminismo. I veneziani costruiscono il Castello, creano opere pubbliche ingrandiscono la città e si crea un grande porto commerciale. Ma portano con loro il regime aristocratico oligarchico che dividono la popolazione in aristocratici, borghesi e popolani. Per questo quando arrivano i demacratici Francesi(1798) vengono accolti con entusiasmo. Ma non sarrano risolti i problemi della isola.
    Nel 1798 si instaura nuovamente l'oligarchia sotto il dominio Russo-Turco (1799-1807). Succedono poi i Francesi (1807-1814) ed infine gli Inglesi (1814-1864), rinnovano l' amministrazione e effetuano opere pubbliche. Le nuove idee dell' epoca e l' indipedenza della Grecia dalla Turchia fanno nascere un forte movimento che contribuisce all' unione di Zante e delle altre isole alla Grecia il 21 Marzo 1864, e viene definitivamente alzata la bandiera Greca nell' isola.

    Dopo il terremoto di 1953 la città di Zakynthos ha perso la sua vecchia signorilità anche se è stata ricostruita rispetando l'architettura di Eptanneso.

    Tutti i personaggi che hanno vissuto o visitato l' isola di Zante sono rimasti incantati. Per primi i Veneti l'hanno chiamata "Fioro di Levante" in sequito altri l' hanno chiamata "Paradisso Terrestre" altri "Dolce fiore di Levante". "Panorama", "Desiderata" ecc. Dionysios Solomos poeta nazionale ha scritto "..che per Zante si può dimenticare pure Iliade", Calvos scrittore ha detto "..bella e sola Zante mi conquista"
    Non si può dimenticare in fine il sonetto di Ugo Foscolo << A Zacinto >> che il poeta torna alla vagheggiata visione della patria lontana, tanto più desiderata quando più irraggiungibile.

    << Ne piu mai toccherò le sacre sponde
    ove il mio corpo fanciulletto giacque,
    Zacinto mia, che te specchi nell' onde
    del greco mar da qui vergine nacque
    Venere, e fea quelle isole feconde
    col suo primo sorriso, onde non tacque
    le tue limpide nubi e le tue fronde
    l' inclito verso di colui che l'acque

    cantò fatali, ed il diverso esiglio
    per qui bello di fama e di sventura
    baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

    Tu non altro che il canto avrai del figlio
    o materna mia terra: a noi prescrisse
    il fatto illacrimata Sepoltura >>.

Zante - cliccate sulla foto per vedere di più.

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