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Isola di Zakynthos ( Zante )
Isole dello Ionio - Eptanneso
Grecia Estate 2005

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Isole dello Ionio (Eptanneso)- Grecia
Corfù - Leucade - Cefalonia - Zakynthos(Zante)


Isole dello Ionio
Le isole Ioniche si distinguino per la loro fertilità e le loro montagnie, le splendide spiaggie di sabbia, l' acqua di mare incontaminato e brillante. Si possono esercitare ogni genere di sport durante le vostre vacanze alla isole Ioniche, tutte le spiagge sono organizzate dispongono di infrastrutture. I viaggiatori di mente libera troverano le isole di Cefalonia e Lefkas le isole ideali per loro, per una vacanza tradizionale le isole di Corfù e Zakynthos (Zante) sono molto popolari. Ithaca (patria di Ulisse) e Paxos sono meno visitate dato che non possono essere raggiunte in aereo. In primavera le isole sono piene di fiori i quali emanano un fortissimo aroma - i marinai italianoi appunto dal forte aroma dei fiori hanno chiamato l' isola di Zante "Il fiore di Levante".

Isola di Zakynthos(Zante) - Grecia


L'animo mio e il mare non si quietano nai.
Dionysios Solomos (da "Liberi Assediati")

Zante faceva parte del regno di Ulisse nei tempi di Omero e dela guerra di Troia. I coloni che si insediarono erano Arcadi dalla città arcadica Psofida, Dardano re di Troia era di origine arcadica emigrato in Asia Minore. Da li venne suo figlio Zakynthos e diede il suo nome alla città e chiamò il suo castello Psofida.
Dopo la guerra di Troia gli abitanti si liberano dal regno di Itaca ed istaurano un regime democratico per 650 anni circa. In questo periodo Zante prospera e fonda una colonia in Spagna, la città Zachantha,
Durante le guerre Persiane Zante rimane neutrale, durante la guerra del Peloponneso si schierra con i Ateniesi. In seguito viene sottomessa dai Macedoni e più tardi dai Romani che concedono una certa autonomia all' isola Il Cristianesimo viene predicato dalla Maria Madalena che si è fermata durante il suo viaggio a Roma.
Nell periodo Bizantino viene attaccata dai Pirati, successivamente con le Crociate viene conquistata dai Veneziani, dai Franchi, dagli Angioini (re di Napoli) e dai Tocchi (principi Fiorentini).
Quando la Grecia viene conquistata dai Turchi le isole Ioniche rimangono sotto il dominio Veneziano (1484) per 400 anni. Subisce l' influsso del Rinascimento e dell' Illuminismo. I veneziani costruiscono il Castello, creano opere pubbliche ingrandiscono la città e si crea un grande porto commerciale. Ma portano con loro il regime aristocratico oligarchico che dividono la popolazione in aristocratici, borghesi e popolani. Per questo quando arrivano i demacratici Francesi(1798) vengono accolti con entusiasmo. Ma non sarrano risolti i problemi della isola.
Nel 1798 si instaura nuovamente l'oligarchia sotto il dominio Russo-Turco (1799-1807). Succedono poi i Francesi (1807-1814) ed infine gli Inglesi (1814-1864), rinnovano l' amministrazione e effetuano opere pubbliche. Le nuove idee dell' epoca e l' indipedenza della Grecia dalla Turchia fanno nascere un forte movimento che contribuisce all' unione di Zante e delle altre isole alla Grecia il 21 Marzo 1864, e viene definitivamente alzata la bandiera Greca nell' isola.

Dopo il terremoto di 1953 la città di Zakynthos ha perso la sua vecchia signorilità anche se è stata ricostruita rispetando l'architettura di Eptanneso.

Tutti i personaggi che hanno vissuto o visitato l' isola di Zante sono rimasti incantati. Per primi i Veneti l'hanno chiamata "Fioro di Levante" in sequito altri l' hanno chiamata "Paradisso Terrestre" altri "Dolce fiore di Levante". "Panorama", "Desiderata" ecc. Dionysios Solomos poeta nazionale ha scritto "..che per Zante si può dimenticare pure Iliade", Calvos scrittore ha detto "..bella e sola Zante mi conquista"
Non si può dimenticare in fine il sonetto di Ugo Foscolo << A Zacinto >> che il poeta torna alla vagheggiata visione della patria lontana, tanto più desiderata quando più irraggiungibile.

<< Ne piu mai toccherò le sacre sponde
ove il mio corpo fanciulletto giacque,
Zacinto mia, che te specchi nell' onde
del greco mar da qui vergine nacque
Venere, e fea quelle isole feconde
col suo primo sorriso, onde non tacque
le tue limpide nubi e le tue fronde
l' inclito verso di colui che l'acque

cantò fatali, ed il diverso esiglio
per qui bello di fama e di sventura
baciò la sua petrosa Itaca Ulisse.

Tu non altro che il canto avrai del figlio
o materna mia terra: a noi prescrisse
il fatto illacrimata Sepoltura >>.



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